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Faq

LIETI DI RISPONDERE ALLE VOSTRE

DOMANDE PIù FREQUENTI

FAQ – FISCALITà

Ho iniziato l'attività quest'anno con le OTA: come e quando pago le tasse?

l pagamento avviene tramite la dichiarazione dei redditi a giugno dell’anno successivo. Anche se il portale opera la ritenuta, la dichiarazione resta obbligatoria.

Quale quadro della dichiarazione dei redditi devo compilare?

I proprietari utilizzano generalmente il quadro dei Redditi da Fabbricati; chi opera in comodato o sublocazione deve utilizzare il quadro dei Redditi Diversi.

Ci sono limiti di reddito annuali per chi affitta come locazione turistica con cedolare secca?

No, non esistono limiti; la tassazione si applica da un euro fino a cifre illimitate.

Case vacanze e B&B non imprenditoriali possono applicare la cedolare secca?

No, è assolutamente vietato poiché queste attività extra-alberghiere non sono considerate locazioni. Pagano le tasse sul reddito netto (entrate meno uscite documentate).

La cedolare secca al 21% è obbligatoria?

No, è una facoltà del contribuente. Se il portale applica la ritenuta, il titolare non può evitarla ma recupererà l’eventuale credito in sede di dichiarazione.

Se un portale trattiene il 21% ma io scelgo la tassazione ordinaria, posso recuperare i soldi trattenuti?

Sì, la ritenuta viene scalata come un acconto già versato rispetto all’IRPEF dovuta.

Con la ritenuta al 21%, è il proprietario che deve conguagliare in dichiarazione?

Sì, le ritenute dei portali o dei Property Manager (PM) sono considerati acconti sulle imposte. In dichiarazione si sceglierà se confermare la cedolare secca o applicare la tassazione ordinaria, usando la ritenuta come acconto.

Devo pagare gli acconti per la cedolare secca se il portale opera già la ritenuta?

No, se si subisce già la ritenuta del 21% sulle prenotazioni non è necessario versare gli acconti per quella parte.

Se ho due appartamenti (quindi aliquota al 26% sulla seconda casa) e l’OTA mi trattiene solo il 21%, come mi regolo?

La differenza del 5% rimanente deve essere versata autonomamente dal contribuente in sede di dichiarazione dei redditi.

Se ho più immobili, come scelgo su quale applicare la cedolare secca al 21% e su quali quella al 26%?

La scelta è a discrezione del contribuente in dichiarazione. Conviene applicare il 21% all’immobile con l’incasso maggiore

Il contratto di affitto scritto è obbligatorio anche per prenotazioni tramite le OTA?

Sì, è sempre obbligatorio per le locazioni turistiche brevi. I portali sono solo intermediari.

Il contratto è obbligatorio anche per Case Vacanza e B&B imprenditoriali?

No, per queste tipologie non è un obbligo di legge, anche se è buona prassi redigere un “contratto di soggiorno”.

Quali dati deve contenere obbligatoriamente il contratto di locazione turistica?

Dati delle parti, codice fiscale, estremi catastali dell’immobile e riferimento all’APE.

Cosa non è obbligatorio per i contratti inferiori ai 30 giorni?

Non è obbligatoria la registrazione presso l’Agenzia delle Entrate.

Le OTA generano automaticamente il contratto di locazione?

No, il riepilogo di Airbnb può bastare per case vacanza o B&B come “contratto di soggiorno”, ma non per le locazioni turistiche.

L'accettazione del contratto può essere un semplice "clic" su una checkbox?

No, il contratto richiede l’identificazione certa della persona per avere valore legale.

È possibile far firmare il contratto in digitale?

Sì, è consigliata almeno la Firma Elettronica Semplice (FES) con codice OTP.

Il contratto va inviato prima dell'arrivo o fatto leggere al check-in?

È fortemente consigliato inviarlo prima per dare tempo all’ospite di leggerlo.

Cosa fare se un ospite si rifiuta di firmare il contratto?

Non si deve far entrare l’ospite in struttura.

Il contratto deve essere tradotto nella lingua dell'ospite?

Legalmente deve essere in italiano, ma è consigliato fornire una versione in inglese per facilitare la comprensione.

Si possono conservare i contratti solo in formato digitale?

È preferibile conservare l’originale cartaceo per eventuali perizie o controlli della Guardia di Finanza

Il contratto di affitto scritto è obbligatorio anche per prenotazioni tramite le OTA?

Sì, è sempre obbligatorio per le locazioni turistiche brevi. I portali sono solo intermediari.

Il contratto è obbligatorio anche per Case Vacanza e B&B imprenditoriali?

No, per queste tipologie non è un obbligo di legge, anche se è buona prassi redigere un “contratto di soggiorno”.

Quali dati deve contenere obbligatoriamente il contratto di locazione turistica?

Dati delle parti, codice fiscale, estremi catastali dell’immobile e riferimento all’APE.

Cosa non è obbligatorio per i contratti inferiori ai 30 giorni?

Non è obbligatoria la registrazione presso l’Agenzia delle Entrate.

Le OTA generano automaticamente il contratto di locazione?

No, il riepilogo di Airbnb può bastare per case vacanza o B&B come “contratto di soggiorno”, ma non per le locazioni turistiche.

È possibile far firmare il contratto in digitale?

Sì, è consigliata almeno la Firma Elettronica Semplice (FES) con codice OTP.

Si possono conservare i contratti solo in formato digitale?

È preferibile conservare l’originale cartaceo per eventuali perizie o controlli della Guardia di Finanza.

L'accettazione del contratto può essere un semplice "clic" su una checkbox?

No, il contratto richiede l’identificazione certa della persona per avere valore legale.

Cosa fare se un ospite si rifiuta di firmare il contratto?

Non si deve far entrare l’ospite in struttura.

Il contratto deve essere tradotto nella lingua dell'ospite?

Legalmente deve essere in italiano, ma è consigliato fornire una versione in inglese per facilitare la comprensione.

Il contratto va inviato prima dell'arrivo o fatto leggere al check-in?

È fortemente consigliato inviarlo prima per dare tempo all’ospite di leggerlo

Booking e Airbnb applicano le stesse commissioni?

No. Attualmente Airbnb varia dal 4% al 15%. Booking varia dal 18% al 22%.

Quali sono i vantaggi di non addebitare la commissione di prenotazione all'ospite?

Secondo Airbnb, assumere interamente la commissione come host può portare a un incremento delle prenotazioni del 28%.

Come si dichiarano le commissioni delle OTA nella dichiarazione dei redditi?

Il proprietario in locazione turistica dichiara il lordo (bonifico + commissione). Comodatari, locatari o gestori di case vacanza possono invece tassare il netto indicando le commissioni tra le uscite.

Si possono scaricare le spese per pulizie o consumi dalla cedolare secca?

Teoricamente sì se riaddebitate analiticamente, ma la procedura è complessa e spesso sconsigliata per i piccoli host

Un'agenzia che affitta tramite il proprio sito è soggetta alla DAC7?

Sì, è identificabile come gestore di piattaforma se la transazione si conclude online ed è quindi obbligata.

Una piattaforma italiana che vende "esperienze" rientra nella DAC7?

Sì, se mette in contatto guide e clienti dietro compenso e trattiene una commissione.

Gli affitti non turistici registrati vanno inseriti nella DAC7?

Sì, se l’agenzia intermedia tramite una propria piattaforma online.

Come funziona per chi collabora con agenzie di viaggio straniere?

Se l’agenzia opera tramite piattaforma online è soggetta; se la prenotazione è diretta (di persona), no.

Se le transazioni sono in parte online e in parte tramite bonifico/POS, cosa si comunica?

Se esiste un portale di intermediazione, la DAC7 va fatta indipendentemente dalle modalità di pagamento del saldo.

Quali sono gli obblighi e le scadenze DAC7 per un Property Manager?

La scadenza è il 31 gennaio. Anche se l’obbligo è per chi ha piattaforme proprie, è consigliato ai PM per giustificare che una parte degli incassi appartengono ai proprietari.

Chi gestisce in subaffitto tramite OTA deve fare la DAC7?

No, la comunicazione è fatta dal portale (Airbnb/Booking), ma il gestore deve dichiarare coerentemente i redditi.

Il proprietario deve "scaricarsi" la comunicazione DAC7 del co-host?

No, il proprietario è passivo. Il co-host deve solo dichiarare i compensi ricevuti.

È necessario comunicare il codice CIN nel feed DAC7?

Al momento no, il CIN è una norma italiana mentre la DAC7 è europea.

Si può trasmettere la DAC7 autonomamente?

Sì, ma è complesso e richiede software specifici; solitamente ci si rivolge ai Dottori Commercialisti.

Si può rimediare a comunicazioni DAC7 scadute?

Sì, finché non viene contestata l’omissione. Le sanzioni vanno da 3.000 a 31.500 euro

Domanda: Quali sono gli obblighi e le scadenze DAC7 per un Property Manager?

La scadenza è il 31 gennaio. Anche se l’obbligo è per chi ha piattaforme proprie, è consigliato ai PM per giustificare che una parte degli incassi appartengono ai proprietari.

Un'agenzia che affitta tramite il proprio sito è soggetta alla DAC7?

Sì, è identificabile come gestore di piattaforma se la transazione si conclude online ed è quindi obbligata.

Una piattaforma italiana che vende "esperienze" rientra nella DAC7?

Sì, se mette in contatto guide e clienti dietro compenso e trattiene una commissione.

Come funziona per chi collabora con agenzie di viaggio straniere?

Se l’agenzia opera tramite piattaforma online è soggetta; se la prenotazione è diretta (di persona), no.

Gli affitti non turistici registrati vanno inseriti nella DAC7?

Sì, se l’agenzia intermedia tramite una propria piattaforma online.

Se le transazioni sono in parte online e in parte tramite bonifico/POS, cosa si comunica?

Se esiste un portale di intermediazione, la DAC7 va fatta indipendentemente dalle modalità di pagamento del saldo.

Chi gestisce in subaffitto tramite OTA deve fare la DAC7?

No, la comunicazione è fatta dal portale (Airbnb/Booking), ma il gestore deve dichiarare coerentemente i redditi.

Il proprietario deve "scaricarsi" la comunicazione DAC7 del co-host?

No, il proprietario è passivo. Il co-host deve solo dichiarare i compensi ricevuti.

È necessario comunicare il codice CIN nel feed DAC7?

Al momento no, il CIN è una norma italiana mentre la DAC7 è europea.

Si può trasmettere la DAC7 autonomamente?

Sì, ma è complesso e richiede software specifici; solitamente ci si rivolge ai Dottori Commercialisti.

Il comodatario può applicare la cedolare secca?

Sì, può scegliere tra cedolare secca sul lordo o IRPEF per scaglioni sul netto.

Come si gestisce il contratto se paga un'azienda per un dipendente?

Se il dipendente è ben identificato nel contratto di locazione si può applicare la cedolare secca anche se il contratto è intestato alla ditta (non è uso “foresteria” in questo caso). Se il dipendente non è identificato nel contratto di locazione si tratta di un contratto uso foresteria e non è possibile applicare la cedolare secca ma solo l’IRPEF per scaglioni.

Chi firma il contratto se c'è un Property Manager?

Il proprietario può dare mandato al PM per firmare in suo nome, ma la responsabilità rimane del titolare della locazione.

Un Property Manager può usare lo stesso codice Ateco della locazione imprenditoriale?

No, servono codici distinti perché il PM è soggetto a IVA (22%), mentre la locazione è esente.

È obbligatorio che il PM faccia da sostituto d'imposta?

Sì, se intermedia nei pagamenti (incassa e riversa al proprietario) per le locazioni turistiche non imprenditoriali

Sono previsti sgravi fiscali per chi converte un'attività già avviata?

Sì, i vantaggi fiscali (come il regime forfettario al 5% o 15%) e la riduzione dei contributi INPS si applicano anche a chi apre questa nuova modalità, ma i benefici specifici dipendono dalla situazione di partenza.

I pensionati o i dipendenti pubblici possono godere dell'esenzione INPS?

I dipendenti pubblici a tempo pieno sono esentati dal versare i contributi sulla partita IVA perché già coperti dalla loro posizione principale. I pensionati (di ogni tipo) oltre i 65 anni possono richiedere la riduzione del 50% dei contributi. Per entrambi, per accedere al regime forfettario, il reddito da pensione o da dipendente non deve superare i 35.000 euro lordi annui.

Se gli immobili sono di proprietà, conviene detrarre le spese di ristrutturazione come privato o scaricarle tramite partita IVA?

Dipende dalla situazione personale e non esiste una regola generale. Con la partita IVA (non forfettaria) si può recuperare l’IVA immediatamente nello stesso anno, mentre come privato si recupera solitamente la metà della spesa in 10 anni (ma senza recupero IVA). È necessario uno screening specifico per valutare la convenienza caso per caso.

In caso di attività imprenditoriale si è soggetti IVA se il regime scelto è ordinario o semplificato? Si è esclusi solo nel caso di regime forfettario?

Chi opera in regime ordinario o semplificato è un soggetto con IVA attiva e deve adempiere a tutte le regole di calcolo, comunicazione e liquidazione periodica. Per quanto riguarda il regime forfettario, di base non si liquida l’IVA, ma si è comunque coinvolti in casi particolari come il reverse charge sulle commissioni ricevute da portali esteri (Airbnb, Booking), su cui l’IVA del 22% va versata allo Stato italiano.

Cosa fare se la Certificazione Unica inviata dalle OTA contiene errori?

È necessario contattare tempestivamente l’assistenza del portale per richiedere la correzione dei dati, poiché i valori errati verrebbero altrimenti riportati nella dichiarazione precompilata dell’Agenzia delle Entrate.

Dove posso trovare la mia Certificazione Unica se non l'ho ricevuta via email?

Tutte le certificazioni sono consultabili e scaricabili in autonomia accedendo con lo SPID al proprio cassetto fiscale sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Cosa non è necessario inserire nel contratto per le locazioni turistiche brevi rispetto ad altre tipologie?

La domanda nasce da una confusione: per le locazioni turistiche gli obblighi sono più stringenti (APE, dati catastali). Al contrario, per le strutture extra-alberghiere (come B&B o case vacanze) non esiste un contratto di locazione obbligatorio; si può redigere un “contratto di soggiorno” dove non è necessario indicare estremi catastali o APE.

Un co-host deve trasmettere la DAC7?

No, il co-host “subisce” la comunicazione fatta da Airbnb, la quale segnala all’Agenzia delle Entrate il compenso da lui percepito, che dovrà poi essere riportato correttamente nella sua dichiarazione dei redditi

faq – burocrazia

Cosa deve fare chi non ha ancora il CIR regionale?

 Poiché le procedure e i portali di riferimento variano a seconda della regione (ad esempio, nel Lazio la richiesta si effettua tramite il sistema Ross 1000), è necessario contattare gli uffici regionali competenti per comprendere le modalità specifiche di attivazione. Il codice regionale è infatti il requisito fondamentale per poter successivamente accedere al portale nazionale (BDSR) e richiedere formalmente il CIN.

A chi si richiede il CIR nella Regione Lazio?

Si richiede al sistema Ross 1000 che è il portale su cui devono essere comunicati i flussi turistici.

La conversione dal CIR al CIN è automatica?

 No. Anche se i dati regionali vengono tradotti nel sistema nazionale, il titolare deve accedere al portale BDSR tramite SPID o CIE, integrare i dati mancanti e richiedere formalmente il CIN.

È possibile inserire la propria struttura nel portale nazionale (BDSR) in autonomia?

 No, non è possibile operare in totale autonomia per l’inserimento iniziale. L’utente può solo verificare la correttezza dei dati già presenti o segnalare eventuali mancanze o errori; sarà poi la Regione di competenza ad integrare le informazioni entro 30 giorni.

Il CIN può essere negato?

Può accadere solo in caso di incongruenze nei dati o inserimento di informazioni errate. Se si possiede un CIR regolare, la conversione in CIN è dovuta.

Bisogna essere in regola con la sicurezza prima di richiedere il CIN?

Se si è Locazione Breve, durante la procedura di richiesta del CIN è necessario dichiarare di essere in regola con le norme di sicurezza (estintori e rilevatori).

Il CIN sostituisce il CIR?

No. Devono essere esposti entrambi sui portali online ed esternamente su ogni singola struttura.

Se ho più annunci per lo stesso appartamento, servono più codici?

No, il CIN identifica la struttura in modo univoco. Se un appartamento viene affittato interamente ma ha più annunci (ad esempio su Airbnb e Booking), il codice rimarrà lo stesso per tutti.

Chi affitta solo stagionalmente (es. 3 mesi l'anno) deve avere il CIN?

Sì, l’obbligo del CIN riguarda chiunque conceda in affitto un immobile per finalità turistiche, indipendentemente dalla durata dell’apertura durante l’anno.

Se affitto solo una volta all'anno per 20 giorni, ho degli obblighi?

Sì, se il contratto è di tipo turistico breve, si è soggetti a tutti gli obblighi previsti (SUAP, Istat, Alloggiatiweb, CIR, CIN e sicurezza), a meno che non si tratti di un contratto di locazione transitoria specifico che esuli dal circuito turistico.

Se affitto una stanza per 31 notti a due persone, serve il CIN?

Se la locazione è superiore ai 30 giorni e viene registrata regolarmente come affitto a lungo termine (non turistico), il CIN non è richiesto. Tuttavia, se la struttura è configurata come attività extra-alberghiera (casa vacanze, B&B), l’obbligo del CIN rimane a prescindere dalla durata del singolo soggiorno.

Il codice va inserito anche sui social come Facebook o Instagram?

 È consigliato farlo se i post hanno finalità pubblicitaria o contengono link diretti per attirare prenotazioni.

Il CIN deve essere inserito su biglietti da visita o cartelli stradali?

No, non è funzionale. Il fine del codice è alimentare le banche dati online per la pubblicità e la gestione delle prenotazioni.

Cosa fare se nel database del Ministero (BDSR) compaiono strutture duplicate (ad esempio quattro invece di due)?

 È necessario contattare la propria Regione e richiedere la “pulizia” del database per cancellare i duplicati. I dati presenti sul portale nazionale derivano infatti direttamente dalle trasmissioni regionali, che rappresentano spesso il vero “collo di bottiglia” del sistema.

I grandi portali verificano la veridicità dei CIN inseriti?

Mentre piattaforme più piccole possono effettuare verifiche manuali su ogni codice, i grandi portali come Booking o Airbnb non hanno attualmente strumenti automatici per verificare se un CIN appartenga realmente a quella specifica struttura. Tuttavia, l’esposizione di un codice errato o altrui espone il gestore a sanzioni pecuniarie da parte delle autorità.

Le attività extra-alberghiere sono soggette all’obbligo di dotazione di estintori e rilevatori di gas combustibili e monossido di carbonio?

 No. In base alla normativa sul CIN (D.L. n. 145/2023 – art. 13-ter, comma 7), questo obbligo specifico riguarda esclusivamente chi concede in locazione unità immobiliari tramite contratti di locazione breve o per finalità turistiche senza la fornitura di servizi aggiuntivi. Tale distinzione non esclude però che le attività extra-alberghiere siano tenute a rispettare altri obblighi in materia di sicurezza previsti dalle normative regionali o nazionali; le fonti precisano infatti che l’estintore è obbligatorio per tutti e deve essere collocato all’interno della struttura in un luogo ben visibile.

Un privato (non imprenditoriale) è soggetto agli obblighi di sicurezza?

 I privati sono obbligati ad avere estintori e rilevatori, ma al momento non sono previste sanzioni per chi non ha partita IVA in caso di inadempienza (a differenza del CIN, che è sanzionato per tutti).

Per le attività imprenditoriali servono certificazioni specifiche degli impianti?

Sì, è necessaria la certificazione di conformità (elettrica e/o del gas) rilasciata da un tecnico; non ha valore legale la semplice dicitura nell’atto di acquisto che dichiara gli impianti “a norma”.

Se non c'è il gas in casa, devo comunque installare l'estintore e il rilevatore di gas e monossido?

L’obbligo di installare estintori portatili e dispositivi per la rilevazione di gas combustibili e monossido di carbonio riguarda tutte le unità immobiliari concesse in locazione breve o per finalità turistiche. Questo adempimento è richiesto sia per le gestioni imprenditoriali che per quelle non imprenditoriali (privati), anche se l’attività è iniziata prima dell’entrata in vigore delle nuove normative nazionali (D.L. 145/2023).
Esiste un’eccezione parziale: i locatori sono esonerati dall’installazione dei soli rilevatori esclusivamente se l’unità immobiliare non è dotata di impianto a gas e se è possibile escludere con certezza ogni rischio di emissione di gas o formazione di monossido di carbonio. L’estintore, invece, resta obbligatorio in ogni caso.

Quanti estintori sono necessari per legge?

Secondo la normativa vigente, è obbligatorio installare almeno un estintore per ogni piano della struttura e, in ogni caso, uno ogni 200 metri quadrati di superficie.

Quali caratteristiche tecniche devono avere gli estintori da installare negli appartamenti?

Gli estintori sono considerati presidi fondamentali per la protezione attiva contro gli incendi, specificamente indicati per intervenire su un principio di incendio. Secondo quanto stabilito dal D.L. 145/2023, che rimanda alle indicazioni tecniche del decreto del Ministro dell’interno del 3 settembre 2021, gli estintori devono possedere i seguenti requisiti minimi:
Capacità estinguente: non inferiore a 13A.
Carica minima: non inferiore a 6 kg o 6 litri.

Dove deve essere posizionato l'estintore?

È fondamentale che il dispositivo sia collocato all’interno dell’appartamento in un punto ben visibile e facilmente accessibile, e non all’esterno o nei corridoi condominiali.

Se ho gli estintori in garage (a 15 gradini dall'appartamento), serve uno in casa?

Sì, l’estintore deve trovarsi all’interno della struttura ricettiva per evitare sanzioni in caso di controllo, poiché la norma non lascia spazio a interpretazioni sulla posizione.

Se ho più appartamenti sullo stesso piano, basta un solo estintore in corridoio?

L’obbligo di dotare ogni singolo alloggio di un proprio dispositivo dipende dalla modalità di registrazione:
Se ogni appartamento ha una propria registrazione distinta (SCIA o CIA), è necessario un estintore per ogni unità.
Se invece gli spazi appartengono a un’unica unità abitativa registrata come tale, si applica il requisito minimo di un estintore per ogni piano e, in ogni caso, uno ogni 200 metri quadrati.

È obbligatorio un estintore in terrazza se c'è un barbecue?

Sebbene non sia un obbligo specifico per l’area esterna, è fortemente consigliato posizionarne uno vicino a zone di potenziale pericolo come i barbecue.

Il rilevatore di monossido deve essere collegato alla corrente?

Non esiste un obbligo univoco sulla modalità di alimentazione; il mercato offre diverse soluzioni tecnologiche, inclusi dispositivi a batteria o a installazione fissa collegati alla rete elettrica. La scelta del modello può essere affidata a una ditta specializzata, ma è importante sottolineare che la normativa nazionale (D.L. 145/2023) richiede genericamente la presenza di “dispositivi” funzionanti e non impone necessariamente la realizzazione di impianti complessi che richiedano interventi strutturali.

È obbligatorio rivolgersi a un tecnico specializzato o presentare un progetto per l’installazione dei dispositivi di sicurezza?

No, la normativa non impone esplicitamente l’obbligo di realizzare impianti complessi che richiedano un progetto formale o l’intervento di un tecnico specializzato per il semplice montaggio dei dispositivi. È tuttavia fondamentale agire con la diligenza necessaria, scegliendo prodotti certificati a regola d’arte e conformi alle norme tecniche (come la UNI 11522) per garantire la sicurezza degli ospiti. Solo nel caso in cui si decida di installare un vero e proprio impianto di rilevazione gas fisso, sarà necessario rispettare i requisiti del D.M. 37/2008, che prevede l’intervento di ditte abilitate e il rilascio della relativa documentazione di conformità.

I rilevatori di fumo e monossido di carbonio forniti gratuitamente da Airbnb sono considerati validi per la messa a norma della struttura?

Sebbene sia possibile utilizzare i dispositivi distribuiti dalle piattaforme, il proprietario ha l’obbligo di verificare l’adeguatezza del dispositivo alle specifiche normative italiane. Non è sufficiente la semplice presenza dell’apparecchio: il titolare della struttura deve garantire che il prodotto sia conforme agli standard tecnici a “regola d’arte” (come la norma UNI 11522) e ai requisiti di sicurezza previsti dal D.L. 145/2023.

Domanda: Ogni quanto vanno revisionati gli estintori?

 La manutenzione è regolata dalla norma UNI 9994, che definisce le scadenze per controllo, revisione e collaudo. In base a tale norma tecnica (come già menzionato, si tratta di un’integrazione esterna alle fonti), il controllo periodico va effettuato ogni 6 mesi. È inoltre necessario seguire le indicazioni del manuale d’uso del produttore. Essere in regola con la manutenzione è un requisito indispensabile per dichiarare la sicurezza della struttura e ottenere il CIN.

Dove va esposta la targa: fuori dal portone o dall'appartamento?

La normativa nazionale prevede che il CIN debba essere esposto obbligatoriamente all’esterno dello stabile in cui si trova la struttura o l’appartamento. È fondamentale che l’affissione avvenga nel rispetto di eventuali vincoli urbanistici, paesaggistici o condominiali; in caso di restrizioni o di edifici sottoposti alla tutela dei Beni Culturali, una soluzione funzionale è l’apposizione del codice sulla pulsantiera del campanello,. Oltre all’esposizione fisica sulla struttura, il CIN deve essere indicato in ogni annuncio pubblicato, inclusi i portali telematici (come Airbnb e Booking) e i canali social utilizzati per finalità pubblicitarie,. Il rispetto di questo obbligo non sostituisce gli altri adempimenti vigenti, come l’identificazione degli ospiti ai fini di pubblica sicurezza (TULPS) e le diverse comunicazioni richieste dalle normative regionali

Come risolvere se il regolamento condominiale o la Soprintendenza vietano affissioni sulla strada?

Si può apporre il codice sulla pulsantiera del campanello. Se l’edificio è sottoposto a vincoli dei Beni Culturali, è necessario richiedere il nulla osta alla Soprintendenza per l’esposizione.

Quali devono essere le misure delle targhe per esporre il CIN?

Il Ministero rimanda alle normative locali, ma generalmente si suggeriscono dimensioni standard (150×300 mm) e l’eventuale uso di un QR code.

Qual è la differenza tra alloggio turistico e casa vacanza?

L’alloggio turistico è una pura locazione dove non è possibile fornire servizi accessori alla persona durante il soggiorno. La casa vacanza è un’attività commerciale (anche occasionale) dove alcuni servizi (come la pulizia) possono essere obbligatori. 

Fiscalmente, la cedolare secca al 21% è applicabile solo alle locazioni turistiche e non alle case vacanza.

Qual è la differenza tra locazione turistica imprenditoriale e Case e Appartamenti per Vacanze (CAV) imprenditoriali?

La differenza principale riguarda i servizi: nella locazione turistica imprenditoriale è vietato fornire servizi aggiuntivi agli ospiti durante il soggiorno (es. pulizie giornaliere, transfer), che invece possono essere obbligatori o permessi nelle CAV. Fiscalmente, per i regimi ordinari, la locazione imprenditoriale è esente IVA, mentre le CAV imprenditoriali addebitano il 10% di IVA.

Se affitto un appartamento senza partita IVA, fornendo pulizia, lenzuola e asciugamani ma SENZA colazione, come si definisce la mia attività?

Una gestione di questo tipo ricade solitamente in una delle due categorie principali: o è una locazione turistica o è una casa vacanza non imprenditoriale.

Qual è la durata massima per una locazione turistica breve? Risposta:

Il termine legale è di 30 giorni; il limite di 28 giorni non ha valore legale, ma è spesso usato solo per comodità di calcolo delle settimane. Per le Case Vacanza (CAV), la durata dipende dalle leggi regionali (ad esempio, nel Lazio il limite di 90 giorni è stato abrogato).

Esiste una legge che obbliga alla firma di un contratto per affitti inferiori a 30 giorni?

Sì, la Legge 431 del 1998 (Articolo 1) prevede l’obbligo della forma scritta per tutti i contratti di locazione, indipendentemente dalla durata (anche per mezza giornata o “day use”).

L'obbligo del contratto vale anche per le locazioni turistiche non imprenditoriali?

Sì, finché si parla di “locazione” l’obbligo sussiste. Per le Case Vacanza (CAV), invece, il contratto di soggiorno non è obbligatorio per legge, ma è fortemente consigliato per tutelarsi e mettere in chiaro le regole della struttura.

Oltre alla locazione, quali titoli sono ammessi per gestire un'attività in forma imprenditoriale?

Si può utilizzare un contratto di locazione non agevolato (es. 6+6 o 9+9). Il comodato d’uso gratuito è sconsigliato per le attività imprenditoriali poiché potrebbe essere contestato dalla Guardia di Finanza come possibile “affitto in nero”.

C'è un numero minimo di appartamenti per aprire la modalità imprenditoriale?

No, non è previsto un numero minimo: si può aprire anche con una sola unità.

Si può mantenere la residenza all'interno di una locazione turistica imprenditoriale?

Non ci sono norme specifiche che lo vietino esplicitamente (a differenza di altre strutture). Tuttavia, è opportuno valutare caso per caso, eventualmente specificando che viene locata solo una parte dell’immobile. Chi ha la residenza all’estero (AIRE) non può invece aprire una partita IVA in Italia per questa attività.

Si può variare una locazione da "non imprenditoriale" a "imprenditoriale"?

 Sì, ma non esiste una migrazione automatica. È necessario chiudere la struttura attuale e riaprirla come locazione turistica imprenditoriale, contestualmente all’apertura della partita IVA.

È sufficiente comunicare l'avvio o la cessazione dell'attività solo al Comune per essere in regola con tutti gli adempimenti?

No. La gestione di una struttura comporta diversi adempimenti burocratici distinti che non si esauriscono con la comunicazione al Comune; è infatti necessario gestire la comunicazione dei dati degli ospiti al portale Alloggiati Web, la trasmissione dei flussi turistici all’ISTAT e l’ottenimento o la gestione del CIN (Codice Identificativo Nazionale). Per quanto riguarda il CIN, ad esempio, non esiste una migrazione automatica e il titolare deve accedere personalmente al portale nazionale per integrare i dati e richiederlo formalmente

La SCIA per la locazione imprenditoriale richiede perizie asseverate come per le strutture extra-alberghiere?

No, non sono richieste asseverazioni firmate digitalmente da tecnici (geometri, ingegneri o architetti). È comunque necessario allegare una planimetria quotata e si consiglia il supporto di un tecnico per garantire il rispetto dei regolamenti edilizi e dell’agibilità.

I Comuni possono imporre restrizioni o limiti agli affitti brevi?

Secondo la sentenza del Consiglio di Stato sul caso Sirmione, i comuni non possono applicare restrizioni amministrative (come limiti ai giorni di apertura o al tipo di contratto) poiché la materia delle locazioni turistiche è di competenza statale. I comuni mantengono però il potere di normare aspetti urbanistici o catastali. Ma la normativa e le sentenze su questo argomento si susseguono.

Nelle locazioni turistiche è possibile fornire la colazione o transfer?

No, nelle locazioni turistiche brevi sono vietati i servizi alle persone durante il soggiorno. Sono permessi solo la pulizia (iniziale/finale), la fornitura di biancheria e le utenze.

In una locazione turistica, si possono offrire pulizie o cambi biancheria durante il soggiorno?

No. Secondo il Decreto Legge 50/2017, le locazioni brevi non possono includere servizi accessori tipici degli alberghi, come la somministrazione di pasti, la pulizia durante il soggiorno o il cambio della biancheria mentre l’ospite è presente. La casa deve essere consegnata pulita all’inizio, ma non si può intervenire successivamente.

Le locazioni turistiche possono esporre depliant di servizi di terzi o fare convenzioni con ristoranti/associazioni?

No per le locazioni turistiche, poiché l’attività deve limitarsi all’affitto delle mura. Promuovere servizi extra potrebbe configurare un’attività imprenditoriale di fatto, soggetta a contestazioni da parte delle autorità fiscali.

Chi gestisce una locazione turistica senza partita IVA può proporre servizi o esperienze?

No, chi opera in regime di locazione turistica senza partita IVA non può proporre, promuovere o partecipare all’organizzazione di servizi accessori o esperienze. In questo ambito, la casa viene data in locazione e l’host non può essere una “parte attiva”; l’ospite deve organizzare eventuali servizi (come un parrucchiere a domicilio) in totale autonomia tramite la piattaforma o terzi, senza il coinvolgimento dell’host.

Cosa devo fare se un ospite prenota sia l'alloggio turistico che un'esperienza gestita da me (come host)?

Nel caso di locazione turistica, si creerebbe un paradosso normativo. L’host dovrebbe contattare l’ospite e cancellare il servizio, spiegando che non è legalmente possibile fornire contemporaneamente sia l’alloggio che l’esperienza.

Se avvio un'attività extraalberghiera con partita IVA, posso sempre offrire esperienze aggiuntive?

Tendenzialmente sì, ma è fondamentale consultare sempre il regolamento specifico della propria Regione. Un host con partita IVA che gestisce un’attività extra-alberghiera può fornire direttamente esperienze e servizi (come un transfer aeroportuale) a condizione di possedere le licenze e le autorizzazioni necessarie (ad esempio, la licenza NCC per i trasporti). In questo caso, l’host può pubblicizzare i servizi e partecipare attivamente al processo di prenotazione.

Un host extraalberghiero senza licenze specifiche può sponsorizzare servizi forniti da terzi?

Sì, è stato confermato che, se l’attività è inquadrata come extra-alberghiera, l’host può sponsorizzare o promuovere esperienze e servizi che vengono però erogati materialmente da soggetti terzi.

Qual è la differenza fondamentale tra "Esperienze" e "Servizi" secondo le nuove release?

Mentre le esperienze (come tour o corsi di cucina) si svolgono solitamente all’esterno, i servizi (introdotti recentemente) sono attività che possono essere fornite all’interno dell’alloggio, come massaggi, servizi fotografici o chef a domicilio.

Come posso evitare che Airbnb offra servizi all'interno del mio appartamento se non sono autorizzato?

Poiché Airbnb può proporre determinati servizi di default, se un host non desidera o non può consentire tali attività nel proprio appartamento (per motivi normativi o personali), deve inviare una richiesta esplicita di cancellazione da tale programma alla piattaforma.

Posso vietare che Airbnb proponga servizi aggiuntivi (come un parrucchiere) all'interno del mio appartamento?

Sì. Poiché Airbnb attiva queste opzioni di default, l’host che non desidera tali attività nella propria struttura deve inviare una richiesta esplicita di cancellazione dal programma alla piattaforma.

Quali sono le normative che regolano il check-in in remoto?

La normativa italiana (Articolo 109 del TULPS) risale al 1939 e non specifica esplicitamente il divieto del check-in da remoto, creando un’area grigia. Tuttavia, la responsabilità di chi entra nella struttura e della veridicità dei dati trasmessi rimane sempre in capo al gestore, che deve garantire la corretta identificazione degli ospiti.

Il Self Check-in (senza presenza fisica dell'host) è legale?

Il TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza) del 1939 obbliga l’host a identificare gli ospiti prima dell’accesso. Esistono “zone grigie” e alcune questure (come Siena o Venezia) richiedono esplicitamente la presenza fisica. È fondamentale assicurarsi che l’identità di chi entra corrisponda ai documenti forniti.

Come posso gestire il check-in se la mia struttura si trova in un'altra città e io non posso essere presente?

È necessario avvalersi di collaboratori o delegati in loco che effettuino l’identificazione per conto del proprietario.

Se utilizzo un amico o un parente per il riconoscimento in loco, rischio che gli venga contestata un'attività economica?

Se la persona non percepisce alcun compenso, non è considerata attività economica. Tuttavia, alcune questure richiedono che i nominativi dei delegati autorizzati all’invio delle comunicazioni siano comunicati preventivamente.

Posso far passare gli ospiti in un ufficio o un'agenzia turistica per controllare i documenti e poi dare l'accesso remoto alla struttura?

È una “zona grigia”. Tuttavia, l’identificazione di persona in un ufficio con consegna manuale delle chiavi è considerata più vicina al rispetto della norma rispetto a un accesso totalmente automatizzato e remoto.

È obbligatorio chiedere i documenti anche per i bambini? Posso accettare una foto del documento?

È obbligatorio registrare tutti gli ospiti, inclusi i minori. Non è possibile accettare foto dei documenti: per legge (art. 109 TULPS) l’ospite deve esibire un documento originale e in corso di validità.

Nella mia struttura possono soggiornare minorenni non accompagnati da persone maggiorenni?

Si rammenta che l’art. 109 del TULPS impone l’obbligo di identificazione e registrazione di tutti gli ospiti (inclusi i minori) e non consente l’alloggio di minori non accompagnati. Il minore, infatti, non ha capacità di agire e non può allontanarsi da casa senza il consenso del genitore (come previsto dagli artt. 2, 3 e 318 del Codice Civile). Per soggiornare regolarmente, il minore deve essere:
Accompagnato da almeno un genitore, con i relativi documenti di identità di entrambi.
Accompagnato da una persona maggiorenne munita di proprio documento di identità, dichiarazione di assenso firmata da almeno un genitore e fotocopia del documento di identità di quest’ultimo.
In sintesi, i minori non possono mai soggiornare da soli: anche se il minore possiede tutti i documenti, non può alloggiare senza un adulto responsabile presente.

Cosa si deve fare materialmente subito dopo il riconoscimento dell'ospite e la consegna delle chiavi?

Bisogna comunicare i dati al portale Alloggiati entro 24 ore (o entro 6 ore se il soggiorno è inferiore alle 24 ore), registrare i dati ai fini Istat e calcolare/rendicontare la tassa di soggiorno, se prevista dal comune.

Come possono le autorità verificare che l'identificazione sia stata effettivamente effettuata di persona e in loco?

Le autorità possono effettuare controlli tramite “turisti civetta” (agenti che prenotano una camera per verificare la procedura di check-in), attraverso segnalazioni o intervistando i turisti stessi. Si tratta di controlli a campione per garantire il rispetto del TULPS.

Quali sono le autorità che possono effettuare questi controlli?

Il controllo è in carico principalmente alla Polizia di Stato (che gestisce il portale Alloggiati), ma sono coinvolti anche la Guardia di Finanza e la Polizia Locale, poiché la circolare ministeriale è indirizzata ai Prefetti che coordinano tutte le forze di polizia sul territorio.

Quali sono gli obblighi burocratici che un host deve gestire (o delegare)?

La gestione di una struttura comporta diversi adempimenti: la comunicazione dei dati degli ospiti al portale Alloggiati Web, la trasmissione dei flussi turistici all’ISTAT, la riscossione e il versamento del contributo di soggiorno, la DIchiarazione Annuale dell’imposta di soggiorno e, recentemente, l’ottenimento del CIN (Codice Identificativo Nazionale).

È necessario conservare le ricevute del Portale Alloggiati?

Sì, le ricevute emesse dal Portale Alloggiati devono essere obbligatoriamente conservate per 5 anni. È importante sapere che il portale della Polizia le rende disponibili solo per 30 giorni, dopodiché scompaiono.

Cosa fare se il Comune introduce l'imposta di soggiorno ma non fornisce istruzioni operative?

Finché il Comune non rende esplicito il funzionamento della comunicazione e del pagamento, non è possibile né necessario procedere con alcun adempimento.

È obbligatorio validare le comunicazioni dell'imposta di soggiorno anche nei periodi in cui non si ricevono ospiti?

In alcuni Comuni è obbligatorio validare le comunicazioni relative all’imposta di soggiorno anche nei periodi in cui non si ospita nessuno, trasmettendo i dati “a zero”. È necessario verificare il regolamento dell’imposta di soggiorno del Comune dove è ubicata la struttura.

Se nel mio comune la tassa di soggiorno la riscuote e la versa Airbnb, sussiste l’obbligo di presentare l’imposta di soggiorno?

Sì. Anche se Airbnb versa l’imposta di soggiorno sussiste l’obbligo di adempiere alla comunicazioni dell’imposta di soggiorno, questo perchè il portale versa nelle casse del comune quanto riscosso in modo cumulativo, senza distinguere tra importi e strutture interessate.

Oltre ai versamenti periodici, quali sono gli obblighi dichiarativi annuali relativi all'imposta di soggiorno?

Il titolare della struttura è obbligato a presentare la dichiarazione annuale entro il 30 giugno. Tale adempimento è necessario anche se i portali come Airbnb riscuotono e versano l’imposta in modo cumulativo; in questo caso, il gestore deve comunque comunicare i pernotti intermediati dal portale, anche se l’importo da versare dovesse risultare pari a zero.

Se utilizzo Airbnb, che riscuote e versa già l'imposta di soggiorno, devo comunque presentare la dichiarazione annuale all’ Agenzia delle Entrate?

Anche se Airbnb versa l’imposta in modo cumulativo, il titolare della struttura è obbligato a presentare la dichiarazione annuale entro il 30 giugno, comunicando i pernotti intermediati dal portale, anche se l’importo da versare risulta pari a zero per il titolare. Esiste però una circolare dell’Agenzia delle Entrate che per alcuni anni prevede l’esonero dalla presentazione. Tenendo conto che è una circolare (non ha valore di legge) e che la stessa si riferiva solo a due anni specifici noi prudenzialmente consigliamo sempre di presentarla.

Quali sono gli adempimenti relativi all'imposta di soggiorno in caso di cessazione dell'attività?

Anche in caso di chiusura della struttura, il gestore è tenuto a completare la rendicontazione e la convalida delle comunicazioni relative all’imposta di soggiorno prevista dal Comune. Resta inoltre l’obbligo di presentare la dichiarazione annuale entro il 30 giugno dell’anno successivo, includendo tutti i pernotti registrati fino al momento della cessazione, compresi quelli intermediati dalle piattaforme online, anche se il versamento risultasse già assolto o pari a zero.

Cos'è il GDPR e perché è importante per chi gestisce affitti turistici?

Il GDPR (Regolamento Europeo 2016/679) impone obblighi rigorosi sulla raccolta, il trattamento e la conservazione dei dati personali degli ospiti. È fondamentale seguirlo correttamente non solo per evitare sanzioni, ma perché la gestione della privacy è un aspetto delicato che riguarda ogni fase dell’ospitalità, dal sito web al check-in.

È necessario il consenso dell'ospite per raccogliere i dati durante il check-in?

Secondo l’Art. 109 del TULPS, le strutture devono raccogliere i dati anagrafici per trasmetterli alla Questura tramite il portale Alloggiati Web. Per questo adempimento di legge non è necessario il consenso esplicito del cliente, ma è comunque obbligatorio fornire un’informativa chiara sul trattamento dei dati e conservarli solo per il tempo strettamente necessario.

Posso chiedere agli ospiti di inviarmi le foto dei documenti su WhatsApp?

Sebbene non sia “illegale” richiederli, è una pratica fortemente sconsigliata e rischiosa per il GDPR. WhatsApp (di proprietà di Meta) trasmette i dati a server che possono trovarsi fuori dall’Unione Europea (negli USA), violando le norme sulla protezione dei dati. Inoltre, le foto restano spesso memorizzate nelle gallerie dei telefoni o nei backup in cloud, aumentando il rischio di data breach.

Come può un software aiutare a rispettare il GDPR?

Software specifici utilizzano canali criptati (HTTPS) e garantiscono che i dati siano archiviati su server europei. Inoltre, prevedono la cancellazione automatica della foto del documento una volta completato l’invio al portale alloggiati, garantendo il “diritto all’oblio” e minimizzando i rischi.

Quali sono le regole per l'installazione di telecamere nella struttura?

Le telecamere sono consentite solo nelle aree comuni (ingressi, corridoi, reception) e mai in camere da letto o bagni. È obbligatorio esporre cartelli informativi visibili prima che l’ospite entri nel raggio d’azione della telecamera. Bisogna inoltre fare attenzione alle politiche dei portali come Airbnb, che hanno regole molto restrittive sull’uso dei dispositivi di sorveglianza.

Ho una telecamera davanti alla porta d'ingresso (spazio comune), visibile a tutti e segnalata da un cartello. Comunico la sua presenza anche nei messaggi automatici di Airbnb per seguire i loro consigli legali. Sono in regola?

Sì. Se la telecamera è installata in uno spazio comune (non privato), è segnalata con apposita cartellonistica e gli ospiti vengono informati preventivamente tramite messaggi, la posizione è considerata regolare.

È sufficiente inviare l'informativa sulla privacy tramite la messaggistica delle OTA (Airbnb/Booking) o serve una firma cartacea/digitale?

Per quanto riguarda la messaggistica legata alla prenotazione, l’uso della chat della piattaforma è consentito poiché l’ospite ha accettato i termini del portale. Tuttavia, se si desidera utilizzare i dati per finalità diverse (come il marketing futuro), è necessario ottenere un consenso esplicito, tracciabile e datato. Questo può avvenire tramite “spunte” (checkbox) in sistemi digitali o una firma su un documento specifico che attesti la volontà dell’utente.

Come posso ottenere il consenso marketing se l'ospite non firma nulla digitalmente prima dell'arrivo?

È possibile far firmare un documento (digitale o cartaceo) al momento del check-in in presenza. In alternativa, esistono sistemi che collegano l’accesso al Wi-Fi della struttura a una pagina di registrazione dove l’ospite può inserire la propria email e accettare esplicitamente la politica di marketing per navigare.

Cosa si intende per "Soft Spam" nel marketing?

Il “soft spam” è un’eccezione che consente di inviare offerte commerciali a clienti già acquisiti per servizi analoghi a quelli acquistati in precedenza, senza un nuovo consenso esplicito. Tuttavia, resta obbligatorio fornire un’informativa chiara, limitare l’uso dei dati nel tempo e garantire sempre il diritto di opposizione (disiscrizione immediata).

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faq – NEL LAZIO

Qual è la differenza tra una Casa Vacanze e una Locazione Turistica nel Lazio?

Sebbene entrambe riguardino l’ospitalità in appartamenti, la differenza risiede nella natura del servizio: la locazione turistica è un puro affitto di mura, mentre la casa vacanze è una vera e propria attività ricettiva extralberghiera che può offrire servizi aggiuntivi agli ospiti.
Per la Locazione Turistica si presenta una CIA (Comunicazione di inizio attività), mentre per la Casa Vacanze (CAV) è necessaria una SCIA (Segnalazione certificata di inizio attività). La CAV è considerata un’attività extralberghiera, l’alloggio turistico no.
Nella Locazione Turistica è possibile fornire solo l’appartamento e la biancheria. Sono vietati la pulizia durante il soggiorno, il cambio lenzuola con ospite presente, la colazione o l’organizzazione di transfer. Nella Casa Vacanze, invece, sono previste  pulizie infra-settimanali, cambio biancheria e servizi di assistenza (come la prenotazione di tour), ma resta comunque vietata la ristorazione.
Fiscalmente la Locazione genera “reddito da fabbricato” (è possibile usare la cedolare secca al 21% per il primo immobile). La Casa Vacanze genera “redditi diversi”; questo permette di portare in deduzione diverse spese di gestione (bollette, manutenzioni, biancheria), pagando le tasse sul netto e non sul lordo.
All’interno di una Casa Vacanze non possono esservi persone residenti né domiciliate, mentre l’alloggio per uso turistico è spesso una parte della propria abitazione o un appartamento regolarmente detenuto.

Qual è la durata massima per una locazione turistica breve o una CAV nel Lazio?

Per la locazione Turistica (Alloggi Turistici): Il limite legale per questa tipologia è di 30 giorni consecutivi per lo stesso ospite.
Per le strutture Extralberghiere, nella Regione Lazio, il precedente limite restrittivo di 90 giorni è stato abrogato, pertanto non sussiste alcun limite.

Quali sono le attività extralberghiere del Lazio?

Secondo la normativa regionale vigente, le attività extralberghiere sono forme di ospitalità organizzate che seguono requisiti specifici di classificazione e servizi:
Guest House o Affittacamere: si tratta di strutture situate in immobili che offrono servizi di alloggio e servizi complementari, composte da un massimo di sei camere ubicate in non più di due appartamenti nello stesso stabile.
Case e Appartamenti per Vacanze (CAV): unità abitative arredate destinate ai turisti, prive di servizi centralizzati e di somministrazione di pasti; possono essere gestite sia in forma imprenditoriale che non imprenditoriale.
Bed & Breakfast (B&B): strutture in cui il titolare ha l’obbligo di risiedere e che offrono ospitalità e servizio di prima colazione, con un massimo di tre o quattro camere (a seconda della sotto-categoria) e un limite complessivo di posti letto.
Ostelli (per la Gioventù e Hostel): gli Ostelli per la Gioventù sono gestiti da enti non profit per soggiorni limitati di giovani e gruppi; gli Hostel, invece, operano in forma imprenditoriale e offrono spazi comuni più attrezzati.
Case per Ferie: strutture gestite al di fuori dei normali canali commerciali da enti pubblici o privati senza scopo di lucro, destinate a gruppi con finalità sociali, educative o religiose.
Country House o Residenze di Campagna: strutture situate in contesti rurali che offrono ospitalità in ambienti extra-urbani.
Rifugi (Montani ed Escursionistici): i rifugi montani si trovano in alta quota per la protezione di alpinisti, mentre quelli escursionistici sono situati a quote inferiori, fuori dai centri abitati e in prossimità di sentieri.
Case del Camminatore: strutture dedicate specificamente all’accoglienza dei pellegrini e dei camminatori lungo i tracciati della rete dei cammini della Regione Lazio.

Case vacanze e B&B non imprenditoriali possono applicare la cedolare secca?

No, è assolutamente vietato poiché queste attività extra-alberghiere non sono considerate locazioni. Pagano le tasse sul reddito netto (entrate meno uscite documentate).

Come capisco se ho aperto un Alloggio Turistico o una Casa Vacanze nella Regione Lazio?

Il metodo più rapido per identificarne la natura è verificare l’oggetto dell’autorizzazione presentata al Comune:
Se il documento riporta la dicitura “Segnalazione di inizio attività” (SCIA), la struttura è una Casa Vacanze (CAV).
Se l’oggetto indica “Comunicazione di inizio attività” (CIA), si tratta di un Alloggio Turistico (noto anche come Locazione Turistica).

Le locazioni turistiche nel Lazio hanno una categoria?

Gli alloggi per uso turistico (comunemente chiamati locazioni brevi) non sono soggetti ad alcuna categoria o classificazione regionale.
A differenza delle strutture ricettive extralberghiere (come Case Vacanze, Guest House o B&B), la locazione turistica nel Lazio è disciplinata da parametri differenti che non prevedono una scala di “stelle” o classi di merito.
L’articolo 12 bis del Regolamento Regionale n. 14/2017 (che integra il R.R. 8/2015) definisce esplicitamente gli alloggi per uso turistico come “unità immobiliari non soggette a classificazione”.

Come faccio a trovare la categoria della mia struttura?

La categoria ufficiale della tua struttura è indicata sulla SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) presentata presso il Comune competente al momento dell’avvio dell’attività. L’assegnazione della categoria avviene in base al rispetto dei requisiti tecnici, strutturali e dei servizi minimi previsti dalla normativa vigente nella Regione Lazio:
Il Regolamento Regionale 7 agosto 2015, n. 8, recante la “Nuova disciplina delle strutture ricettive extralberghiere”.
Il Regolamento Regionale 16 giugno 2017, n. 14, che ha introdotto modifiche e integrazioni sostanziali al precedente regolamento del 2015.
Nello specifico, la categoria viene determinata consultando gli Allegati tecnici (da A1 a A8) ai suddetti regolamenti, i quali elencano dettagliatamente gli impianti, i servizi offerti e le dotazioni minime obbligatorie per ogni livello di classificazione.

È possibile modificare la categoria della mia struttura ricettiva?

Qualora una struttura venga migliorata nei servizi, negli arredi o nei requisiti tecnici, il titolare ha la facoltà di richiedere il passaggio a una categoria coerente presentando una nuova SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune di competenza.
La procedura è regolata dall’Articolo 13, comma 5 e dall’Articolo 15 del Regolamento Regionale del Lazio n. 8/2015 (come modificato dal R.R. 14/2017), che prevedono l’obbligo di segnalare tramite nuova SCIA ogni variazione degli elementi strutturali e di classificazione.
Il miglioramento deve essere coerente con i parametri indicati negli Allegati tecnici (da A1 a A8) del regolamento, che definiscono le dotazioni minime per ogni livello (ad esempio, da 1 a 3 categorie per le Guest House o da 1 a 2 per le Case Vacanze).
Una volta presentata la nuova SCIA, l’ente competente provvederà a verificare la sussistenza dei requisiti dichiarati per confermare la nuova classificazione.
Il gestore è obbligato ad aggiornare tempestivamente la targa esterna ed ogni forma di comunicazione e promozione, inclusi il sito web della struttura e i portali di prenotazione online (OTA).

Qual è la procedura corretta per avviare e gestire a norma una struttura ricettiva o una locazione nel Lazio?

Per le strutture classificate come extralberghiere (ad esempio Case Vacanze, B&B o Guest House) è necessario presentare una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), mentre per gli Alloggi Turistici (locazioni brevi) è richiesta una CIA (Comunicazione di Inizio Attività) presso il SUAP del Comune dove è ubicata la struttura.
Le strutture extralberghiere devono fare riferimento scrupoloso ai requisiti minimi funzionali e strutturali stabiliti dai Regolamenti Regionali n. 8/2015 e n. 14/2017 e ai relativi allegati tecnici (A1-A8), mentre gli Alloggi Turistici devono garantire la conformità urbanistica e igienico-sanitaria basandosi esclusivamente sul regolamento edilizio del Comune in cui si trova l’immobile.
Il passo successivo è l’ottenimento del CIR (Codice Identificativo Regionale), rilasciato attraverso la registrazione al sistema telematico Ross 1000. Questo portale costituisce anche lo strumento per la comunicazione obbligatoria dei flussi turistici ai fini ISTAT (sistema Radar).
Il gestore deve richiedere le credenziali per il portale Alloggiatiweb della Polizia di Stato per adempiere agli obblighi di pubblica sicurezza previsti dall’Art. 109 del TULPS.
Infine l’ottenimento del CIN (Codice Identificativo Nazionale) è il requisito finale che conclude tutto l’iter di avvio.

Posso iniziare ad ospitare una volta che ho registrato il mio appartamento presso il Comune?

Sì, burocraticamente è possibile iniziare ad accogliere ospiti non appena viene presentata la SCIA (per le Case Vacanze) o la CIA (per gli Alloggi Turistici), a condizione che il Comune non emetta un provvedimento di diniego o respingimento entro i successivi 30 giorni.
Tuttavia, l’attuale normativa introduce un’importante discriminante: l’ottenimento obbligatorio del CIN (Codice Identificativo Nazionale). Per arrivare a richiedere il CIN sul portale nazionale (BDSR), è indispensabile aver completato correttamente l’iter burocratico locale che comprende:
L’ottenimento del CIR (Codice Identificativo Regionale) tramite il sistema Ross 1000.
La richiesta delle credenziali per il portale Ross 1000 (per i flussi ISTAT) e per il portale Alloggiatiweb della Polizia di Stato.
Se le credenziali non sono ancora attive al momento del check-in, è necessario utilizzare la procedura sostitutiva temporanea prevista dalla normativa per garantire comunque la comunicazione delle generalità degli ospiti entro i termini di legge (24 ore dall’arrivo o 6 ore per soggiorni inferiori a un giorno).

Cos'è il CIR Lazio (Codice Identificativo Regionale) e a cosa serve?

Il CIR è un codice univoco istituito dalla Regione Lazio per censire ufficialmente tutte le realtà dell’ospitalità sul territorio. La sua funzione principale è alimentare una banca dati regionale creata per contrastare l’abusivismo, garantire la sicurezza del territorio e tutelare i turisti.
Per gestire correttamente la tua struttura, ecco i dettagli fondamentali da conoscere:
Il codice è obbligatorio per tutte le strutture ricettive extralberghiere e per gli alloggi a uso turistico. Deve essere inserito in ogni annuncio di offerta o promozione, inclusi i portali di prenotazione online (OTA) come Airbnb e Booking.
Il CIR regionale è il presupposto indispensabile per richiedere il CIN (Codice Identificativo Nazionale). Senza il codice regionale, non è possibile completare la procedura sul portale ministeriale BDSR. Al momento, le normative prevedono che entrambi i codici debbano essere esposti sia online che presso la struttura.
Deve essere richiesto dai titolari di attività imprenditoriali, ma anche i privati che offrono ospitalità in modo occasionale (alloggi per uso turistico).

A chi si richiede il CIR nella Regione Lazio?

 Il CIR (Codice Identificativo Regionale) deve essere richiesto tramite il sistema telematico Ross 1000, il portale ufficiale della Regione Lazio dedicato alla gestione delle strutture ricettive.

Come posso determinare il numero di ospiti ammessi nella mia struttura?

Per le strutture extralberghiere (Case Vacanze, Guest House, B&B, ecc.): Il numero massimo di ospiti è regolato dai parametri specifici indicati nei Regolamenti Regionali del Lazio (n. 8/2015 e n. 14/2017) e dai relativi Allegati tecnici (da A1 a A8). Per queste tipologie di attività, la normativa impone il coinvolgimento di un tecnico abilitato (geometra, architetto o ingegnere). È obbligatorio allegare alla SCIA una relazione tecnica asseverata e una planimetria asseverata che indichi i dati catastali, la superficie utile dei vani, le altezze e, con precisione, il numero dei posti letto autorizzati in base alla metratura.
Per gli Alloggi Turistici e le Locazioni Brevi (non imprenditoriali): La capacità ricettiva non segue i parametri regionali extralberghieri, ma è stabilita dal regolamento edilizio del Comune di ubicazione. Gli alloggi devono semplicemente rispettare i requisiti di abitabilità e igienico-sanitari previsti per le civili abitazioni.
Per le Locazioni Turistiche Imprenditoriali: Sebbene la procedura sia più snella rispetto alle strutture extralberghiere e non richieda sempre perizie asseverate firmate digitalmente da tecnici, è comunque indispensabile produrre una piantina con l’indicazione del numero degli ospiti. Tale planimetria deve essere quotata (ovvero riportare la misurazione esatta di ogni ambiente) e deve indicare il numero degli ospiti.

Quali sono gli obblighi dopo l'apertura di una struttura ricettiva nel Lazio?

È obbligatorio trasmettere le generalità di tutti gli ospiti entro 24 ore dal loro arrivo. Se il soggiorno è inferiore alle 24 ore, la comunicazione deve avvenire entro 6 ore dal check-in. I dati devono essere raccolti esclusivamente tramite la visione di documenti originali in corso di validità (non sono ammesse foto o fotocopie). Le ricevute emesse dal portale devono essere conservate per 5 anni.
È necessario inviare i dati sui flussi turistici (nazionalità e numero di ospiti) alla Regione Lazio tramite il portale Ross 1000. La comunicazione va effettuata entro il 5 di ogni mese; l’omissione può comportare sanzioni da 250 a 2.500 euro.
Bisogna riscuotere e riversare la tassa di soggiorno secondo i regolamenti comunali. A Roma, ad esempio, la dichiarazione e l’eventuale versamento vanno effettuati ogni 3 mesi, anche in assenza di ospiti o se la prenotazione avviene tramite portali come Airbnb che riscuotono già il contributo.
Per chi gestisce un Alloggio Turistico o una Locazione Breve, è obbligatorio far sottoscrivere all’ospite un contratto di locazione in forma scritta. Questo obbligo deriva dalla Legge n. 431 del 9 dicembre 1998, che impone la forma scritta per tutti i contratti di locazione, indipendentemente dalla loro durata. Se la durata del soggiorno è inferiore a 30 giorni, non vi è l’obbligo di registrazione del contratto presso l’Agenzia delle Entrate.

Se ospito esclusivamente su Airbnb a Roma, devo fare le comunicazioni trimestrali della tassa di soggiorno?

Nonostante Airbnb provveda alla riscossione e al riversamento del contributo di soggiorno per conto dei suoi host a Roma, questo non esenta il gestore dagli obblighi dichiarativi verso l’amministrazione comunale.
Secondo la Deliberazione n. 29 dell’8 Aprile 2021 del Comune di Roma, tutti i titolari di strutture ricettive ed extralberghiere hanno l’obbligo di effettuare le comunicazioni trimestrali. È importante tenere a mente alcuni punti fondamentali:
Anche se il portale (OTA) versa le somme in modo cumulativo, il Comune esige che ogni singola struttura rendiconti i propri flussi. Pertanto, la dichiarazione trimestrale va fatta indicando i pernottamenti intermediati.

Cosa fare se ho un Alloggio Turistico e non voglio più affittare per breve periodo?

Gli Alloggi Turistici (o Locazioni Brevi) sono definiti per legge come unità abitative destinate all’ospitalità per un massimo di 30 giorni consecutivi alla stessa persona. Pertanto, e si vulle affittare oltre i 30 giorni sarà necessario cessare l’attività presentando l’opportuna comunicazione al SUAP comunale, disattivare le credenziali dei portali Alloggiatiweb, Ross1000, richiedere la cancellazione dei codici CIR e CIN.
È necessario presentare una comunicazione di cessazione attività presso lo sportello del Comune dove avevi depositato la CIA iniziale.
Bisogna rendere inoperativi gli accessi ai sistemi dedicati alla gestione dei flussi, nello specifico il portale Ross 1000 (Radar) per le statistiche ISTAT e il portale Alloggiati Web della Polizia di Stato.
È fondamentale procedere alla disattivazione del CIR (Codice Identificativo Regionale). Di conseguenza, anche il CIN (Codice Identificativo Nazionale) non sarà più valido per quell’immobile in quanto strettamente legato alla sussistenza del codice regionale.

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